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Il male e l’origine del mio cattivo umore

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Guardando KT, e vedendo il pubblico tollerare ogni tipo di bruttura manifesta, mi viene da chiedermi quanto sia facile che le cose degenerino.

Mi chiedo com’è che le persone smettano di distinguere il bene dal male. Mi chiedo quanto male abbia io fatto nel corso della mia vita.

Ho la sensazione di aver dimenticato i miei errori, e vorrei tanto ricordarli.


Io sono andato a prostitute una decina di volte.

Considerando il fatto che sono cresciuto in un posto alquanto degenere, non me la sento di condannarmi troppo. Credo di essere stato sempre gentile con loro, al punto da aver spesso pagato senza consumare, perchè riuscivo a vedere nei loro comportamenti, la vergogna.

Penso poi di aver approfittato della debolezza di S. Dopo averle scritto per un pò, le dissi che non avrei voluto più sentirla. Di nuovo, non credo di essermi comportato cosi male da potermi condannare davvero, però mi dispiace di non essere riuscito ad aiutarla.

Con la ragazza di Firenze sono stato più deciso. Ed anche in quel caso, credo di averle fatto capire che non volevo approfittarmi di lei, ma che volevo semplicemente uno scambio di anime di una notte. Forse avrei dovuto capire che da certe cose è impossibile scappare, e che gli strascichi sarebbero durati nel tempo.

Non sò se dovrei sentirmi in colpa o meno per queste cose. Sò che altri hanno fatto molto di peggio, facendo cose che potrei chiamare abusi. Io non sono questa cosa. Però mi sento comunque in colpa. Chissà perchè.


Con A. invece è tutto diverso. Siamo stati insieme per due anni ed oltre. Avevamo anche parlato di sposarci, ed io avrei parlato con i suoi genitori.

Ho la sensazione che sia io che lei sapevamo che non era vero niente, ma non avevamo la forza per dirci che era una bugia, ed entrambi avevamo bisogno di quella fantasia alla quale non eravamo abituati.

Mi manca A. Non sò se sia cosi perchè mi sento solo, o perchè davvero mi manchi lei. Non ho avuto esperienze con altre donne. Non vado nemmeno con le prostitute da quando ci siamo lasciati. Nel piccolo posto che vivo, non ne incontro di altre che mi prendano come lei. Credo sia colpa mia.


Io ed A. non abbiamo mai parlato profondamente di nulla. O perlomeno, questa è ciò che sento. Ho dubbi sui miei ricordi, dato che fumo da sempre e le mie memorie sono tutte sospette. Mi piacerebbe essere sicuro dei miei ricordi. Specie quelli che la riguardano.

Spero che lei sia felice in questo momento, nonostante io l’abbia lasciata e suo padre sia morto.

Credo di amarla ancora, ed il suo amore è bello da ricordare. Credo al tempo stesso che lei mi abbia mentito su alcune cose. Per paura. Cosi come io ho fatto con lei.

Immagino sia la condizione umana, e solo chi ci si impegna riesce a diminuirne l’impatto sulla propria vita.


A metà della nostra relazione, Agosto 2025, c’è stato un momento in cui io sentivo di volerla lasciare.

Pensavo alle altre donne, mentre dormivamo a letto assieme. A S, alle sue amiche. Alle sconosciute. E questo per me significava che io non le volessi davvero bene.

Però non riuscivo a lasciarla, e nonostante parte del mio cervello volesse farlo, l’altra parte diceva chiaramente di no. Queste emozioni non riuscivo a comunicarle in nessun modo, e quindi riuscivo solo a starmene zitto e a piangere. Avevo cosi tanta paura di farle del male con le mie parole.

E credo che lei capisse tutto. Ma voleva stare con me. E dopo aver provato a tirarmi fuori la verità, anche lei ha iniziato a starsene in silenzio. Come me.

Mi chiedo quante coppie si ritrovino in questa condizione. Mutuo mutismo; che progressivamente cresce fino a coprire tutte le conversazioni a disposizione.

Forse sbaglio.


Ho però una sensazione. Una intuizione sulla natura della condizione umana. Credo infatti che nessuno riesca davvero a illudersi fino in fondo.

Ogni bugia costruisce tensione, e l’anima ed il cervello sono costretti ad usare energia per mantenere l’illusione.

E dalla prima illusione, ne seguono altre, più grandi, che possano reggere la prima. E da li in poi, diventa sempre più intollerabile affrontare la realtà per come si presenta.

Ed è cosi che nasce il Male.

Il Male altro non è, che la somma delle conseguenze che derivano da una bugia iniziale, che cresce nel tempo e nello spazio, e si radica dentro le persone e dentro le loro azioni, fino a distorcere completamente la percezione della realtà, al punto da essere disposti a negarla, pur di mantenere l’illusione.

Un tumore che prende il sopravvento.


Per difendermi, ho poche armi a disposizione. Forse ne ho una sola.

Trovare tutte le bugie che mi sono detto nel corso della vita. Riconoscerle, e sostituirle con qualcosa il più vicino possibile alla verità.

E portare questa lotta al di fuori di me.

Contro l’istinto di conservazione, che spesso sceglie una bugia, a una verità che può distruggermi.

Credo che questa sia l’origine del mio cattivo umore.


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